Guida · 29 luglio 2026
Il 23 settembre riguarda davvero la tua impresa?
Quasi certamente no. La Dichiarazione di Accessibilità con scadenza annuale al 23 settembre riguarda le pubbliche amministrazioni e i privati sopra i 500 milioni di fatturato. Se sei una PMI, la scadenza non ti appartiene: ti appartiene un obbligo diverso, che quasi nessuno spiega separatamente.
Due norme diverse, continuamente confuse
Quasi tutti gli articoli che trovi sul 23 settembre mettono insieme due obblighi che hanno origini, destinatari e soglie diversi. Uno impone di rendere accessibile il servizio. L'altro impone di depositare un documento entro una data. Non sono la stessa cosa e non riguardano le stesse imprese.
| Obbligo | Da dove nasce | Chi riguarda |
|---|---|---|
| Accessibilità del servizio Nessuna scadenza annuale | D.Lgs. 82/2022 (European Accessibility Act) | Chi offre servizi digitali ai consumatori, sopra la soglia della microimpresa |
| Dichiarazione modello AgID Scadenza 23 settembre | Legge 4/2004 (Stanca) e DL 76/2020 | Pubbliche amministrazioni e privati con fatturato medio sopra i 500 milioni di euro |
La conseguenza pratica è semplice: se la tua impresa non fattura mezzo miliardo, il 23 settembre non è una tua scadenza. Il che non significa che tu sia fuori da tutto, come vediamo qui sotto.
Cosa riguarda invece la tua impresa
L'obbligo che tocca le PMI è quello del D.Lgs. 82/2022: rendere accessibili i servizi digitali offerti ai consumatori. Il caso più chiaro è l'e-commerce, ma il perimetro copre i servizi digitali in generale, e la linea passa da cosa può fare l'utente sul sito, cioè comprare, prenotare, concludere contratti.
Sono esenti le microimprese: meno di 10 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Devono valere entrambe le condizioni insieme, e l'esenzione decade se cresci oltre le soglie.
La vigilanza è affidata ad AgID (articolo 21). Le sanzioni vanno da 5.000 a 40.000 euro per la violazione dei requisiti, e da 2.500 a 30.000 euro se non collabori con i controlli o ignori le misure correttive richieste (articolo 24).
Cosa è cambiato nel 2026
Il 2026 ha aggiunto tre pezzi al meccanismo italiano. A marzo AgID ha pubblicato le nuove Linee guida sull'accessibilità dei servizi in attuazione dell'EAA. L'11 marzo è andata online una piattaforma pubblica di segnalazione, dove chiunque può segnalare le barriere di un sito. A maggio è arrivato il regolamento sulla vigilanza, che descrive come si passa dal controllo alla sanzione.
Qui serve una precisazione che quasi nessuno fa: quel regolamento disciplina il procedimento verso le pubbliche amministrazioni e i privati sopra i 500 milioni, non verso le PMI. Se una segnalazione sulla piattaforma alimenti anche i controlli sul perimetro del D.Lgs. 82/2022 non è chiarito dai documenti pubblicati, e preferiamo dirlo invece di dedurlo.
Da dove cominciare
Se la scadenza non ti riguarda ma l'obbligo sì, la sequenza utile è questa. Prima misura lo stato reale del sito con il check-up gratuito dell'accessibilità, che calcola anche se rientri nell'esenzione microimprese. Poi parti dai problemi insieme facili e gravi: descrizioni delle immagini, etichette dei moduli, nomi dei pulsanti, contrasti.
Infine metti per iscritto dove sei arrivato. Non sei obbligato a pubblicare la Dichiarazione sul modello AgID, ma scrivere lo stato del sito, cosa non è ancora accessibile e come segnalare un problema è la documentazione che ti serve se qualcuno chiede conto. Puoi generarne una base con il generatore gratuito.
Per il quadro completo su obblighi, sanzioni e primi casi giurisprudenziali, la guida di riferimento è European Accessibility Act per le PMI.
Un'avvertenza onesta, la stessa che diamo nei nostri strumenti: nessun test automatico rileva più del 30-40% dei problemi di accessibilità reali, e questa guida è un orientamento, non una consulenza legale. Per la tua posizione specifica, soprattutto sul perimetro di applicazione, confrontati con un consulente.
Domande frequenti
›La mia PMI deve pubblicare la Dichiarazione di Accessibilità entro il 23 settembre?
Quasi certamente no. La Dichiarazione sul modello AgID con scadenza annuale al 23 settembre nasce dalla Legge 4/2004 e dal DL 76/2020, e riguarda le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni. Se la tua impresa sta sotto quella soglia, quella data non ti riguarda.
›Allora l'accessibilità non riguarda le piccole imprese?
Riguarda eccome, ma con un'altra norma e senza scadenza annuale. Il D.Lgs. 82/2022, che recepisce l'European Accessibility Act, obbliga chi offre servizi digitali ai consumatori a renderli accessibili. Sono esenti solo le microimprese, cioè chi ha meno di 10 dipendenti E un fatturato o bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro: devono valere entrambe le condizioni insieme.
›Perché tutti scrivono che la scadenza vale per tutti?
Perché due norme diverse vengono continuamente fuse in una. Una impone l'accessibilità del servizio, l'altra impone il deposito di un documento entro una data. Hanno origini diverse, destinatari diversi e soglie diverse. La confusione si propaga perché gli articoli si copiano fra loro, e il risultato è che a una PMI viene detto di rispettare una scadenza che non le appartiene.
›Cosa rischia concretamente una PMI che non è accessibile?
La vigilanza è affidata ad AgID in base all'articolo 21 del D.Lgs. 82/2022. Le sanzioni vanno da 5.000 a 40.000 euro per la violazione dei requisiti di accessibilità, e da 2.500 a 30.000 euro se non collabori con i controlli o ignori le misure correttive richieste (articolo 24). Oltre alla sanzione c'è il danno commerciale: un sito inaccessibile esclude clienti veri.
›Se non sono obbligato, pubblicare la dichiarazione serve a qualcosa?
Sì, come documentazione. Scrivere lo stato del tuo sito, cosa non è ancora accessibile e come una persona può segnalarti un problema è la prova che ti serve se qualcuno chiede conto. Non è un obbligo sotto la soglia dei 500 milioni, ma è il modo più chiaro per dimostrare che il tema lo hai affrontato.
›Cosa è cambiato in Italia nel 2026?
Tre cose. A marzo AgID ha pubblicato le nuove Linee guida sull'accessibilità dei servizi in attuazione dell'EAA. L'11 marzo è andata online una piattaforma pubblica dove chiunque può segnalare le barriere di un sito. A maggio è arrivato il regolamento sulla vigilanza, che descrive come si passa dal controllo alla sanzione: quel regolamento però disciplina il procedimento verso le pubbliche amministrazioni e i privati sopra i 500 milioni, non verso le PMI.